“Mi chiamo Marco, ho 45 anni e dopo un ictus che ha colpito il mio lato sinistro otto mesi fa, non riuscivo nemmeno a stare seduto da solo, e la prospettiva di tornare a camminare sembrava un sogno lontano. Il mio percorso è cambiato quando ho iniziato la riabilitazione con il metodo Bobath. La mia fisioterapista, Delia, fin dal primo incontro, mi ha spiegato che avremmo lavorato insieme per ‘risvegliare’ il mio corpo, un passo alla volta. Mi ha colpito il suo approccio personalizzato: non si trattava solo di eseguire degli esercizi, ma di riapprendere i movimenti in modo naturale e funzionale. Dopo i primi mesi impegnativi, abbiamo iniziato con esercizi per migliorare il mio equilibrio da seduto e il controllo del tronco. Ogni piccolo progresso era una vittoria: riuscire a stare seduto senza supporto, poi iniziare a spostarmi sul lettino, fino ai primi tentativi di mettermi in piedi”.
Marco R.
“Sono una persona anziana di 78 anni di nome Rosa e voglio raccontare come la fisioterapia ha cambiato la mia vita quotidiana. Per anni ho convissuto con dolori alla schiena e alle ginocchia, che mi rendevano sempre più difficile camminare. Mi ero ormai rassegnata all’idea che fosse una naturale conseguenza dell’età, finché mia figlia non mi ha convinta a consultare un fisioterapista specializzato nel metodo Bobath: la dottoressa Delia. Durante la prima visita, la fisioterapista ha osservato attentamente come camminavo e come mi muovevo. Mi ha spiegato che anni di postura scorretta, uniti all’età, avevano modificato il mio modo di camminare, creando un circolo vizioso di compensi e dolori. Mi sono sentita capita: finalmente qualcuno mi spiegava il perché delle mie difficoltà. Abbiamo iniziato un percorso graduale. La fisioterapista utilizzava delle tecniche molto delicate, guidando i miei movimenti con le mani. Non forzava mai, ma mi aiutava a ritrovare movimenti più naturali. Mi ha insegnato come utilizzare meglio il mio corpo: come alzarmi dalla sedia, come salire le scale, come girarmi nel letto senza provocare dolore”.
Rosa M. G.
